A Buenos Aires, alla fiera del libro per ragazzi, si respira un’aria di festa e di speciale contentezza. Tutti quelli che incontro mi ricordano che l’Argentina ha fatto fagotto di premi: 
Maria Teresa Andruetto si è aggiudicata l’Hans Christian Andersen per la letteratura e Isol l’Astrid Lindgren Memorial Award per l’illustrazione. Andruetto è stata tradotta e pubblicata da Mondadori così come diversi lavori illustrati da Isol sono pubblicati anche da noi.
Il romanzo dell’Andruetto ha fatto discutere le libraie dell’ALIR, in quanto lo giudicano un lavoro per adulti. Il mio personale giudizio è che si tratta di un modo di raccontare non convenzionale e fra le tante storie un po’ insipide per contenuto e scrittura che leggiamo, questa della scrittrice argentina ha un carattere che si distingue, per la costruzione, ma soprattutto per la lingua, la quale, seppur tradotta, mantiene un sapore di prosa che tende alla poesia.
Ho fra le mani un piccolo libretto dell’Andruetto dal titolo Abia una vez, un libretto di poche pagine custodito in un cofanetto. È un omaggio a Sherazade, una mujer hermosa, illustrato da Claudia Legnazzi, una famosa illustratrice in terra argentina. Le amiche argentine mi suggeriscono di leggere tutta l’Andruetto, ed in particolare Stefano. Speriamo che Mondadori continui con la traduzione delle opere di questa autrice, come accade con i libri per adulti che in occasione di premi importanti vengono tradotti per il grande pubblico.

La fiera del libro per ragazzi di Buenos Aires è una vera e propria festa della lettura, molto simile al salone di Montreuil: tanti bambini e ragazzi e tante famiglie dal mattino a tarda sera.
Qui è tempo di vacanze d’inverno, due settimane di riposo dalla fatica della scuola, vacanze sotto il sole di un inverno che per noi è come una splendida primavera. File per i musei, parchi pieni di bambini, negozi di abbigliamento infantile ad ogni angolo, ho l’impressione che l’infanzia argentina goda di buona salute.
Partecipo ad incontri promossi da Goethe Institute, Alliance Française, in collaborazione con fondazioni argentine molto efficienti, ma l’Istituto di cultura italiano, pur presente a Buenos Aires, non figura insieme agli altri. Anche questo è un segno della nostra rilevanza culturale nel mondo.
Sulla stampa nazionale argentina, nel più importante magazine inserto domenicale, alla lettura sono dedicate pagine interessanti nelle quali si citano libri come il decalogo di Pennac, il libro di Calvino dedicato ai libri degli altri, quello di Manguel sulla lettura, ma anche recenti saggi di autori a noi sconosciuti che prendono in esame diversi aspetti della lettura infantil e juvenil e illustrano progetti quali La escuela lee. Qui si discute molto anche del saggio dell’Andruetto che ha per titolo Verso una letteratura senza aggettivi?, riferendosi a quella per l’infanzia.

Mi ha molto colpito anche l’attenzione ai “predecessori”, cioè alla storia della loro letteratura per ragazzi. Una mostra raccoglie edizioni dall’Ottocento ad oggi e mette in risalto figure da loro considerate classiche. Per intenderci sarebbe come se da noi trovassimo fra i classici Giana Anguissola, per fare uno dei nomi che a noi stanno più a cuore, ma potemmo citare l‘Omino Turchino di Giuseppe Fanciulli e tanti altri, da noi dimenticati.
Ecco, una sintesi provvisoria: Argentina tra tradizione e futuro. La prossima settimana esce un libro per ragazzi molto atteso, opera a più mani che ritorna sulla triste storia recente del Paese.
Fra i testimoni per non dimenticare: Maria Teresa Andruetto, Iris Rivera, Paola Bombara, Maria Mendez, e gli illustratori Istvansch, Maria Wernicke, Irene Singer, Paolo Bernasconi.
L’editore è Calibroscopio, che è anche distributore di buoni libri da tutto il mondo tradotti in spagnolo. Nel loro stand si incontrano persone vivaci e interessanti: scrittori, illustratori, critici, studiosi, studenti.

Grazia Gotti

 Le compagne di studio di questi giorni molto impegnativi

Siamo in una bellissima biblioteca d’arte in una fondazione privata. Le responsabili sono tutte sotto i 35 anni, in ogni settore, della fiera e delle organizzazioni. I bambini studiano due lingue, leggono già a 9 anni letteratura argentina e in lingua inglese, molti anche in portoghese