Giovedì scorso a Londra c’era il sole, una giornata luminosa che invitava ad uscire dalla metropolitana e a camminare. Camminare, camminare, camminare, per arrivare al 62 Great Eastern Street, EC2A 3QR, London, e trovare, su suggerimento dell’amico Giuseppe Palumbo, uno shop and gallery e una casa editrice davvero speciale. Spazio piccolo, ma accogliente: prima di tutto c’è il fumetto selezionato, un universo da scoprire dedicandogli il giusto tempo, poi una ricerca del visivo che mette accanto Atak e Veronesi, Katja Spitze e Jon McNaught. Ed è al lavoro del giovane Jon, illustratore e incisore di Bristol, appena tornato da Angouleme con il Prix Révélation, The Best Newcomer Award, che dedico più attenzione. Dockwood, il volume pubblicato da Nobrow Press e insignito del premio, descrive una piccola città nel sud-est dell’Inghilterra e nelle pagine intreccia tre storie che esaltano i piccoli gesti del quotidiano, le foglie che cadono, il volo degli uccelli. E’ un fumetto raffinato, colto, lirico, poetico, capace di raccontare atmosfere che trasformano l’ordinario nello straordinario. 
Neri, grigi, azzurri, rosa, colori che vogliono dare voce allo stato d’animo, che mettono in connessione la realtà con l’immaginario, che sottolineano la voluta lentezza, la malinconica normalità di un martedì autunnale.
Sulla rete un’interessante e ricca intervista di Paul Gravett in cui Jon McNaught si racconta, parla di Raymond Briggs e degli illustratori che lo hanno influenzato, parla del suo rapporto con la letteratura, descrive il suo lavoro. Qui il blog dell’artista.

Silvana Sola