Andersen, Kite, Ben Kemoun…

Quattro parole chiave per la recensione di oggi, dell’albo illustrato Il ventre della Cosa, di Hubert Ben Kemoun, illustrato da Stéphane Girel.
Andersen: l’albo in questione ha vinto il premio Andersen per la sezione libri per i 6/9 anni. Oltre al libro della Kite edizioni, quest’anno l’Andersen – Il mondo dell’infanzia, ormai alla 28a edizione, ha visto in ben altre cinque delle dodici sezioni designare quali vincitori dei libri d’oltralpe. Ai racconti di Friot e al romanzo della Bondoux, si devono aggiungere il pop-up ABC3D, Le petit Nicolas e la collana “Scienza Snak” che l’Editoriale Scienza ha acquistato dalla parigina Nathan.
Kite: da pochi anni la piccola casa editrice padovana si sta facendo strada nel mondo dell’illustrato. Oltre ad alcune delle migliori illustratrici italiane, Carrer, Montanari e Pieropan, nel catalogo Kite si è dato ampio spazio al visivo francese. Vi si ritrovano, tra gli altri, la Dautremer, Olivier Tallec e la meno conosciuta Maud Legrand.
Hubert Ben Kemoun: rinomato e prolifico scrittore algerino, bretone d’adozione. Autore di più di un centinaio di romanzi tra gialli, fantasy, feuilleton, drammi radiofonici per adulti e ragazzi. Giunto in Italia nel 1999 nella piccola collana Larus, La luna nera, con L’ultimo giorno, titolo di un appassionante giallo per ragazzi. Unico romanzo scelto tra i tanti di una serie i cui protagonisti sono gli allievi di una stessa classe di collegio. L’autore li mette in prima linea, soli, senza poter chiedere aiuto agli adulti, ad affrontare intrighi e avventure.
L’Incognito… la paura, la crescita, la vita insomma. Sono i temi di questo albo di Ben Kemoun. Su una nave un gruppo di bambini in vacanza si annoia. Un mostro sorge dalle acque e inghiotte il battello. Unici superstiti i 26 piccoli che si vedranno costretti a superare tutte le difficoltà, ricreare un loro mondo, lavorare, farsi delle famiglie e vedere partire i propri figli per una vacanza in nave.
David Tolin