Ancora Torino: D’Annunzio senza pubblico, la Resistenza affollatissima, e due giovani concorrenti allo Strega.

Eravamo davvero pochissimi presenti alla presentazione del Meridiano dedicato a Gabriele D’Annunzio. Eppure il tavolo era molto invitante: Renata Colorni, Anna Maria Andreoli, Carlo Ossola, College de France. Si presentava un Meridiano, uno di quei bellissimi volumi blu, con la carta giallina, una cronologia ricchissima e apparati  accuratissimi.
Qui, al posto della cronologia, è stato inserita la biografia Il vivere inimitabile, opera di Anna Maria Andreoli pubblicata nel 2000. Sedute nella grande sala semivuota io e Agata ci siamo godute una performance universitaria vecchia maniera, con domande fra i dialoganti, risposte puntuali, reciproche interruzioni quando il rimando, la citazione, la comparazione si insinuavano con profitto nei discorsi. Un piacere intellettuale di altissimo livello, una lingua magnifica, sobria, elegante, un rigore assoluto, una chiarezza illuminante. Scenario europeo, lingue e letterature conosciute nel profondo.

Sala strapiena nel confronto Gad Lerner / Sergio Luzzato, dopo la stroncatura cattiva, ingiusta, superficiale, preconcetta del libro che il giovane storico, stimato e letto in molti paesi, denigrato da noi, ha appena pubblicato presso Mondadori. Partigia è un libro doloroso, la cui lettura fa bene per il rigore della ricerca e per quel necessario confronto con le cose brutte che la vita ci riserva. Tutto parte da una decina di righe di Primo Levi a proposito di qualche cosa accaduto prima del suo internamento, nello spazio breve in cui è stato partigiano. Hanno rimproverato all’autore una morbosità che mina il mito positivo della Resistenza. Io invito a leggerlo e a misurarsi  con il difficile esercizio di  ricercare sempre, senza fermarsi in rassicuranti certezze e difese alla cieca (come ha fato Revelli che non ha nemmeno letto il libro) senza porsi in ascolto, senza dubbi.

Il giovane Paolo Di Paolo, autore di Mandami tanta vita, candidato allo Strega per  Feltrinelli, rievocando un incontro parigino con Antonio Tabucchi si commuove e un gran silenzio cala nella sala. Il giovane Di Paolo era a Parigi ed era andato per rendere omaggio alla tomba di Piero Gobetti al Père Lacaise, ma aveva trovato il cimitero chiuso per neve e ghiaccio. – Ti ci accompagno io a primavera -, gli aveva detto Tabucchi…
Dopo la commozione il giovane scrittore si riprende e dice cose di grande maturità.

Matteo Marchesini, concorrente di Paolo allo Strega, ha pubblicato il suo romanzo con Voland.
Dalla Torino di Paolo ci spostiamo a Bologna, sempre in ambito universitario, sfondo letterario, ma mentre nel primo i protagonisti sono due ragazzi, in quello di Matteo siamo difronte ad un lui e una lei. I due scrittori provano ammirazione reciproca e questo mi è parso un gran bel segnale, così come mi pare un gran bel segnale la nuova rivista letteraria Orlando, quello di Ariosto e quello di Virginia. Buona lettura.

Grazia Gotti