Ancora una neve che viene dall’America, da un libro che ha guadagnato la Caldecott Honour.
Extra Yarn è una bellissima fiaba moderna. Ci sono gli elementi della fiaba classica, a partire da un oggetto magico, una scatola piena di fili di lana che ha il potere di produrre fili in gran quantitá, extra yarn, come ci svela il titolo. Annabella, la protagonista della storia, con i ferri fa subito un abitino  di mille colori per lei e uno per Mars, il suo cane. “Siete ridicoli” li apostrofa Nate, seduto su un monte di neve. “Sei solo geloso”. Ed ecco due maglioni colorati, uno per Nate, e uno per il suo cane. 
A scuola tutti guardano Annabella e nessuno sta più attento, il maestro interviene e Annabelle propone di sferruzzare per tutti. “Non puoi!” (i maestri dicono quasi sempre che non si può). Ma la nostra indomita tricoteuse in un baleno ha pronti maglioni colorati per tutti, compreso Mr. Norman, il maestro. Poi Annabelle ne prepara per un sacco di persone, per mamma e papá, per i vicini, per il dottore, per la sua bambina, insomma per tutti tranne che per Mr. Crabtree che, pur nella neve, non si sognava di mettersi dei pantaloni lunghi e dei maglioni, e se ne stava in short e canottiera. Per lui fece una cuffia e aveva ancora del filo… allora rivestì i cani, i gatti, e persino cose che per solito non si vestono, come le case degli uccellini e le cassette della posta. Le cose cominciarono a cambiare in quella piccola città. La notizia di una bambina che non finiva mai il filo fece il giro del mondo e vennero da ogni parte per stringerle la mano.
Un giorno un arciduca appassionato di abiti prese il mare per incontrare Annabella e per comperare la sua scatola magica, offrendole un milione di dollari. 
” No, grazie” rispose mentre sferruzzava per vestire un pickup. L’arciduca provò ad alzare il prezzo, ma inutilmente. Deciso ad avere quella scatola magica mandò nottetempo tre briganti a rubarla, poi levò gli ormeggi e partì. Ritornato al suo castello si sistemò sulla sua poltrona, mise il suo disco preferito sul grammofono e si accinse a godersi il frutto del suo desiderio. 
La scatola era vuota! L’arciduca la gettò  dalla torre imprecando e lanciando un maleficio. 
La scatola planò sul ghiaccio e trasportata dalla corrente ritornò alla riva, proprio dove Annabelle giocava con Mars. Era tornata dove era sempre stata, nel bosco vicino a casa in un pomeriggio freddo d’inverno nevoso.
Le immagini sono di Jon Klassen, il geniale ragazzo canadese autore del libro che ha guadagnato la Caldecott Medal, Voglio il mio cappello, pubblicato in Italia da Zoolibri, come il precedente Questo non è il mio cappello.