America nelle figure

Questa mattina in Accademia Drosselmeier
si prende in esame l’illustrazione americana.
Avrei potuto preparare una lezione
classica, per la quale ho tanto materiale, da Maxfield Parrish
alle mie amate illustratrici amiche e
compagne di avventura che scelsero di abitare e lavorare insieme in
una bellissima casa con giardino (Hollywood aveva annunciato un film
con la grandissima Meryl Streep fra le altre, ma non se ne è saputo
più nulla). Avrei potuto prendere il catalogo della mostra bolognese
Nello studio di Oz, che dà conto di illustratori americani
contemporanei scelti da noi con l’aiuto di Steven Guarnaccia, mostra
allestita al Museo Civico Archelogico nel 1999. Ho preferito
percorrere un’altra strada e mettermi alla prova sul presente.
Sono partita da un elenco di
illustratori che Sergio Ruzzier aveva fornito a seguito di un
piacevole incontro a New York, proprio nei giorni in cui Elena
Pasoli stava prendendo in esame illustratori da invitare come giurati
per la Mostra illustratori. Grata, gratissima all’elenco di oltre
trenta illustratori ho misurato la mia conoscenza delle cose. Quanti
erano già nel mio bagaglio?
Un certo numero, e ciò mi confortava,
dicevo a me stessa che non avevo tradito il mio amore per L’America
nelle figure. Purtroppo non traduciamo quasi nulla: Mike Curato
importato da Il Castoro e annunciato ospite in Fiera e Sophie
Blackall, vincitrice del Caldecott 2016, portata in Italia da Motta
Junior su mio suggerimento. Nell’elenco di Sergio non figurava Carson
Ellis, il cui album Case ha ottenuto un grande successo di pubblico.
Gli chiederò il perché di questa mancanza non appena tornerà a
Bologna, dove sarà di nuovo dopo essere venuto a febbraio, come
giurato.
Intanto lo ringrazio per i nuovi
artisti che mi ha fatto conoscere; stamattina li svelerò a lezione.
Per chi ama l’America nelle figure
consiglio il classico The Red Rose Girls: An uncommon Story of Art
and Love
, Harry N Abrams, 2000.
Nella nostra mostra del 1999 erano
presenti Richard McGuire, il celebrato autore di Qui e la grandissima
Maira Kalman a cui è stata data la parola per il catalogo della
mostra illustratori 2016.
Un felice senso di continuità, così
chiudo o posso aprire la lezione di oggi.

Grazia Gotti