Almond il Selvaggio

Da una parte c’è la realtà e dall’altra la fantasia. Da una parte c’è la vita di tutti i giorni e dall’altra ci sono le pagine scritte. Da una parte c’è la vita, dura, dell’adolescente Blue Baker, un padre appena morto, una madre a cui voler bene e una sorellina da sorreggere, un bullo molto “bastardo” da affrontare. Un bullo vero, Hopper, un disperato senza famiglia che si è tatuato da solo un teschio nella tempia, uno che fuma, sputa in continuazione, che ha preso di mira Blue Baker e non lo lascia in pace neanche dopo il lutto. Sembra, anzi, cibarsi della sofferenza del più debole in una sorta di escalation di cattiverie che paiono dover approdare prima o poi allo scontro fisico.
Dall’altra parte, la fantasia. Dalle pagine sgrammaticate che Blue Baker scrive per far fuoriuscire dai pori della propria vita il sudore della negatività si staglia un Selvaggio, una sorta di giovane cavernicolo (non si sa da dove venga, non sa parlare, sembra non aver mai avuto contatti con la Civilizzazione) che dorme in una grotta e si aggira per il bosco di Burgess con un coltello in mano…
Blue Baker in quelle pagine cerca riscatto contro Hopper, e quindi racconta l’incontro tra i due, il Selvaggio che durante la notte si introduce nella casa di Hopper e lo gonfia di botte, lasciandolo in una pozza di sangue e con il volto tumefatto.
Quando, il giorno seguente, a scuola, Blue Baker incontra Hopper con i segni della violenza, si rende conto sconvolto che la realtà e la fantasia si sono incrociate, che il Selvaggio esiste davvero……
Il pluripremiato autore inglese David Almond, celeberrimo autore di Skellig (1998) torna nelle librerie con questo Il Selvaggio, uscito l’anno scorso per Walker Books e proposto ai lettori italiani dalla milanese Edizioni BD.
Un libro fuori dalle righe, a metà tra il fumetto e il romanzo, che grazie alla straordinaria tecnica del poliedrico artista inglese Dave McKean riesce a raggiungere una tensione drammatica difficilmente riscontrabile in un’opera per ragazzi.
Antonio Gotti