All’inizio era Lucille: la famiglia Cinemà e la storia del cinema

E’ una Francia che non è ancora stata stupita dalle meraviglie dei fratelli Lumière quella raccontata all’inizio del libro La famiglia Cinemà, di Andrea Valente, in catalogo per il Castoro.
Ma bastano poche pagine e la storia del cinema prende vita accanto alla storia di una famiglia indagata tra la fine dell’800 e i giorni nostri. Dal bisnonno fino all’ultima generazione in casa Cinemà il cinema entra prepotentemente, prima inconsapevolmente, poi deliberatamente.
Franz era figlio di Georgette, nipote di Lucille e di Boris. A New York, grande porto di mare, approdo di persone e anime da ogni parte del mondo, trovò l’amore e un’opera cinematografica straordinaria, Frankenstein.
Correva l’anno 1931.
La linea del tempo scorre, siamo nei favolosi anni’60, da New York ad un motel sperduto nell’Arizona per incontrare Norma, figlia di Diego, nipote di Boris, bisnipote di Lucille e con lei un altro pezzo importante della storia del cinema firmato da Alfred Hitchock, Psyco.
Poi sarà la volta di Robin, figlio di Olivia, nipote di Diego, bisnipote di Boris, bis-bisnipote di Lucile e di uno dei capolavori di Spielberg, E.T. l’extraterreste.
I componenti della famiglia Cinemà arricchiscono un albero genealogico che incrocia generazioni, vite, luoghi e abitudini diverse, unite dal filo cinematografico.
Un libro che è divertente incontro con le mille vicissitudini di Ggessica con due G, di Pier, Mariuccia, Gianni o Domitilla e contemporaneamente è una piccola storia del cinema che saluta i lettori con la proposta di visione di Avatar, il più costoso film della storia del cinema, per ora, perché la storia continua, anche se il libro saluta il lettore con la parola fine.

Silvana Sola