Alla ricerca di Alma

Era il 2006 quando, in seno al Premio Pippi, lavorammo alla realizzazione di una mostra dedicata a Vanna Vinci, una mostra che si inseriva in una riflessione sul femminile, sulle donne che scrivono, che illustrano.
Alchimie era il titolo e le alchimie hanno accompagnato e accompagnano il lavoro di Vanna Vinci.
E alchemico è anche il suo ultimo lavoro, uscito per i tipi di Bao Publishing.
Il libro, Il richiamo di Alma, mette in pagina il testo letterario di Stelio Mattioni (scrittore che avevo scoperto attraverso un’altra storia triestina, quella di Anita Pittoni), lo fa entrare nel racconto illustrato dichiarando l’importanza dell’incontro con quella scrittura, con quella storia, con quelle atmosfere.
Vanna Vinci si ritrova a narrare di nuovo Trieste, una Trieste che appare e scompare inseguendo Alma e con lei il sogno, la dimensione sospesa, la ricerca ossessiva, l’amore o l’idea dell’amore.
Vanna guarda al libro di Mattioni, ma va molto oltre. La sua Alma corre tra le pagine seguendo un ritmo che somma emozioni, le sue figure appaiono e scompaiono, visibili e invisibili. Apparentemente leggere, quasi aeree e poi immediatamente forti, concrete, dentro i luoghi di una Trieste sempre presente.
A storia finita il libro regala al lettore appunti visivi, bellissimi acquerelli che raccontano la Trieste di Vanna Vinci e ce la riportano in un piccolo e prezioso carnet de voyage.

Silvana Sola