ADOLESCENTI

La letteratura YA ( Young Adult) è il tema che viene oggi affrontato al modulo dedicato alla letteratura del Corso semestrale dell’Accademia Drosselmeier. Fra la bibliografia presa in esame per indagare la produzione di un ventennio, fra collane, autori e generi, in una cartella un po’ ingiallita dal tempo ho ritrovato due recensioni del 1996, ad opera di due studenti di 3° media, con precisione l’inizio della terza. Lo sottolineatura è importante, perchè, a mio avviso, il Tempo, in quell’età, ha un andamento particolare; oggi sembri un cucciolo, domani sei più maturo di un adulto, dopodomani sembri di nuovo un cucciolo.

Le recensioni riguardano testi diversi, che gli adolescenti leggevano guidati da professori straordinari, pionieri anche della rivoluzione tecnologica (il progetto si chiamava Kidslink e coinvolgeva i ragazzi che scrivevano le loro recensioni e le mettevano in rete).
Gli anni Novanta sono stati ricchissimi di proposte editoriali da riguardare con attenzione: nel 1994 uscì Un amico per sempre di Aidan Chambers, inaugurando la collana “Frontiere” e, nello stesso anno, apparve nella collana “Supertrend” il bellissimo Gli occhi di Mr.Fury di Ridley. Buoni libri e buoni lettori, come testimoniano Alessandro e Matteo.
Grazia Gotti

AUTORE: Odon von Horvath
TITOLO: Gioventu’ senza Dio
EDITORE: Arnoldo Mondadori
ALUNNO/A: Fabbri Alessandro
CLASSE: 3
SEZIONE: B
SCUOLA: Media Leonardo da Vinci
COMUNE: Bologna
DATA: 22/02/96
RECENSIONE
Odon von Horvath, tedesco di Fiume, era, nella vita, antinazista ed esule, ma e’ morto nel 1938(a 39 anni) per un incidente. Egli narra in questo libro un episodio accadutogli a trentaquattro anni, quando, reso ateo e scettico da una gioventu’ passata durante la grande guerra (che lo ha indurito), ma di pensieri democratici, era professore di storia e geografia in un liceo di una citta’ tedesca. Qui si trova, negli anni del successo della Germania nazista, (e’ il
1933) a fronteggiare una classe di giovani cresciuti con una propaganda che li ha gonfiati di odio, nazionalismo, razzismo e fascismo, e, per di piu’, figli di borghesi arricchiti che spalleggiano il regime per profitto; insomma, dei veri Hitlerjugend. Odon, incontrando ogni giorno queste persone, si sente in un’epoca non sua, credendosi per questo vecchio e sperduto, ma sapendo anche che quella societa’ che esalta la violenza verra’ prima o poi distrutta, (come avverra’ dodici anni dopo grazie alle truppe alleate) e che, anche se non riuscira’ a vederlo, i suoi veri ideali trionferanno. E sara’ proprio questa violenza verso il prossimo, spinta a forza nel cervello dei ragazzi di Odon, a far scoppiare un incidente gravissimo, in una foresta ove la classe svolge esercitazioni paramilitari. Ma, al processo che seguira’, Odon trovera’ alcuni giovani in cui e’ ancora viva la voglia di capire e imparare. Questo libro mi e’ piaciuto molto, poiche’ anche oggi la gioventu’ tende a disinteressarsi della ragione e della conoscenza, tornando ad abbracciare ideali di violenza e razzismo, e poiche’ e’ al tempo stesso il racconto di una vicenda emozionante e su cui riflettere.
AUTORE: Chambers Aidan
TITOLO: Un amico per sempre
EDITORE: E.Elle
ALUNNO/A: Lenzi Matteo
CLASSE: 3
SEZIONE: B
SCUOLA: Media Leonardo da Vinci
COMUNE: Bologna
DATA: 21/03/96
RECENSIONE
L’amicizia e’ sentimento profondo, radicato, indispensabile. Henry, detto Hal, e’ alla ricerca di un amico, un vero amico per la pelle, con cui passare la maggior parte del suo tempo. Cio’ si avvera quando Barry lo salva da un naufragio e, dopo sette settimane, muore. Il libro racconta di queste settimane, del rapporto fra i due ragazzi che va oltre l’amicizia, dell’affetto che li lega e di cio’ che Barry spinge Hal a fare, cose che da solo non avrebbe mai fatto, superando
quei limiti che egli non avrebbe mai superato. Questo romanzo contiene molte verita’ che spesso si nascondono con falsi tabu’, come la morte e l’omosessualita’, non vissuta morbosamente, ma come rapporto affettivo diverso dal normale. Bello, a tratti macabro, il racconto e’ scritto in modo realistico, senza freni; infatti e’ il resoconto di queste settimane che Hal scrive a un assistente sociale. Personalmente non posso immedesimarmi in Hal, ma provo simpatia per questo ragazzo, per come mette a repentaglio se stesso per una promessa fatta al suo amico. Lo consiglio ai ragazzi piu’ grandi, per i temi e il linguaggio, ma anche a chi ha la mia eta’, se riuscira’ a interpretarlo nel modo giusto.