AD#15 Fiori in famiglia

Elena Accati, per la bella e utile collana “Donne nella scienza” pubblicata da Editoriale scienza, ha rivisitato la figura di Eva Mameli Calvino, mamma dello scrittore, prima donna laureata in Scienze Naturali all’Università di Pavia.
Sarda di nascita e di cultura, diviene una appassionata botanica e moglie di Mario Mameli, anch’egli studioso delle piante e di dieci anni più grande. Al fondo della sua storia l’autrice ci dà conto di un incontro con la studiosa: “Eva Mameli aveva da poco compiuto ottanta anni. Viveva a Villa Meridiana, il cui piano terra per ben trentatrè anni insieme al giardino erano stati sede della Stazione Sperimentale di Floricoltura, trasferitasi poi in corso degli Inglesi a Villa Bel Respiro, dove si trova attualmente. La Mameli rappresentava per chi si occupava di floricultura una sorta di personaggio mitico: aveva viaggiato molto, e si era occupata di numerosi settori della botanica, della biologia e della fisiologia, raggiungendo risultati assai prestigiosi. Mi ha accolto alla sua scrivania, dove lavorava dalle sei alle otto ore al giorno, pur essendo ormai in pensione da otto anni. – Il lavoro, la ricerca, la floricoltura sono state la grande passione mia e di mio marito.
-Mi è venuta in mente in quel momento una frase di primo Levi: – Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approsimazione alla felicità sulla terra-“
Le parole del figlio scrittore: – Mia madre era una donna molto severa, austera, rigida nelle idee tanto sulle piccole che sulle grandi cose. Anche mio padre era molto austero e burbero ma la sua severità era più rumorosa, collerica, intermittente. (…) Erano due personalità molto forti e caratterizzate. Un’educazione assolutamente laica può essere molto più repressiva di quella cattolica. L’unico modo per un figlio per non essere schiacciato da personalità forti era opporre un sistema di difese. Il che comporta anche delle perdite: tutto il sapere che potrebbe essere trasmesso dai genitori ai figli viene in parte perduto – Italo si è difeso bene ed ha fatto tesoro di tutto ciò che ha visto e ascoltato.
GG