Accade a Bologna

[…] “Vista dalla Spagna, dalle sue pagine culturali, l’Italia sembra viva”. Così si conclude il pezzo di Giovanna Zucconi, nella sua rubrica Che libro fa su La Stampa di sabato scorso. È vero che, quando vogliamo sapere come ci sta qualcosa addosso chiediamo agli amici: <>. Abbiamo così il rimando di un altro sguardo, che ci scruta e riesce a dirci, se è un buon amico: << Il rosa non ti dona per niente, prova con il verde>>. Se, invece, è un amico che ci guarda senza vederci avremo lodi che ci faranno credere di essere la reincarnazione di Grace Kelly… Cosa c’entra questo con un post di un blog dedicato all’editoria per ragazzi? Si è conclusa da qualche giorno, a Bologna, la più importante fiera dedicata ai libri per ragazzi, una fiera che ogni anno vede crescere la partecipazione dell’editoria internazionale, che coinvolge tutto il mondo e non solo il tinello di casa nostra. Una fiera in cui vengono gettati i semi per la crescita dei lettori, i lettori forti non quelli da un libro all’anno, da conquistarsi con l’unica arma utilizzata dalla lobby editoriale: quella dello sconto. Una fiera che sta sui contenuti, i cui partecipanti paganti un biglietto di 25 euro, hanno un’età media più bassa del costo del biglietto. Giovani illustratori, giovani autori che, con i loro book, senza foto seducenti, affollano gli stand stranieri, in fila anche per ore, per mostrare, parlare (esclusivamente in inglese) e concludere contratti per la pubblicazione dei loro libri all’estero. Certo, molti torneranno a casa senza nessun contratto, ma nel frattempo avranno incontrato un pezzo di mondo, avranno visto quello che i loro colleghi coreani, iraniani, lituani e di altre nazionalità, stanno facendo, si saranno scambiati idee, contatti, opinioni e, una volta a casa, continueranno a seguire questo mondo affollato a cui qualcuno ha messo il silenziatore. Questi ragazzi hanno i loro blog, le loro pagine facebook, i loro canali e, come nei mondi che raccontano, hanno sviluppato quella lingua “transmentale” che li aiuta a resistere e a guardare al futuro. Nel frattempo le fortezze delle pagine culturali italiane assomigliano sempre più a lande desolate, in cui già oggi possiamo dire quello che leggeremo domani.

Agata Diakoviez