L’inserto domenicale del Corriere della Sera “La Lettura” ospita un forum a cui partecipano scrittori italiani e il ministro alla Pubblica Istruzione Giannini, che chiude una serie di interventi  sul tema.
Mentre sabato ascoltavo il Premier Renzi pensavo che, mentre su molti temi sono state fatte promesse e si sono mantenute, sulla scuola si è molto insistito sul proposito di lavorare alla Blair (Education, Education, Education) e si è cominciato dai muri, ma non si è ancora pervenuti a un’idea di “cambiare il verso alla scuola”. Dalle dichiarazioni del Ministro Giannini si capisce che non c’è l’idea di fare una rivoluzione o una buona legge, si dice che si dovranno cominciare cose che un altro ministro porterà a termine. Si capisce che si sta parlando di edilizia e che si è interpellato Renzo Piano, il quale avrebbe avuto un’idea “semplice e geniale”, cioè quella di destinare spazi nelle scuole all’apertura verso la comunità.
Se il ministro, l’ultimo giorno di scuola, avesse emanato una circolare per istituire la biblioteca scolastica per legge e l’assunzione di un tutor giovane e preparato per gestirla, a partire da settembre 2014, le saremmo stati tutti molto grati. Insegnanti, ragazzi, genitori, cittadini, editori, librai (una bella fetta di comunità!). La ministra Madia, Madonna rinascimentale, avrebbe potuto destinare parte dei 15.000 che assumerà nel pubblico impiego (non è più la scuola parte del Pubblico Impiego?) a questi nuovi uffici, logico e semplice, forse non geniale! Poi, per cercare rapporti con la comunità, questa biblioteca potrebbe essere aperta il pomeriggio per tutti i lettori dei dintorni, e anche d’estate, un tempo libero dallo studio, adatto alla lettura di un romanzo, di un fumetto, di un libro di poesie, di una biografia, di un’opera importante, di quelle che a scuola tutti citano senza averla letta. Libri vecchi e nuovi, a scaffale aperto, in luoghi accoglienti, con giovani animati dalla passione per la l’intelligenza, per la speranza in qualcosa di meglio.
Grazia Gotti