A Natale in libreria

È molto stimolante trascorrere un po’ di tempo in libreria nei giorni dei regali. 
Ciò che immediatamente salta agli occhi è il frequentatore abituale, il lettore forte, quello che conosce i libri, che entra con sicurezza; ha per solito un elenco e guarda con curiosità in ogni angolo. Poi ci sono le persone che scelgono di regalare libri ai bambini, e fra queste le persone più anziane e quelle giovani. Due signore anziane mi hanno chiesto Stilton, mi sono avviata nel luogo più nascosto della libreria, un passaggio quasi di servizio fra la prima e la seconda sala e ho mostrato gli scaffali che accolgono il mondo di Stilton. Cosa dice va bene, per i sette anni? Ho risposto che per me non va bene, che io non lo regalerei. Le due signore, per niente in imbarazzo, mi hanno chiesto che cosa mi piace. Ah, tanti libri, e ho cominciato a presentarli. Alla fine mi hanno ringraziato. Una giovane zia voleva un libro per due fratelli, uno in prima elementare e uno appena un po’ più piccolo. Ho esordito dicendo che avrei fatto una proposta forte che forse non sarebbe stata accolta. La giovane zia ha sorriso e si è recata alla cassa con il libro di Calì e Chaud sulle scuse per i compiti non fatti e con il mondo alla rovescia di Attak. La complicità del suo sguardo mi ha reso felice. Una signora mi ha fatto una richiesta per due bambini che abitano in Inghilterra, mamma italiana e padre inglese.

Non potevo dare una traduzione, allora ho pensato a Laura Orvieto di Leo e Lia, e alla raccolta di fiabe di Calvino, quella di argomento marino, dove c’è Colapesce. Per una bambina di tre anni? Olivia! E per un maschio di due? In viaggio con papà! Titoli pubblicati da noi. Devo confessare che l’interesse privato è inevitabile, ma basta muoversi con misura. Poi è arrivato il bambino di nove anni con sorella maggiore e mamma per scegliere diversi libri per spendere  il buono libri che un’azienda bolognese dona ai figli dei collaboratori. Lui cercava La Schiappa lei il Fantasy. La mamma, non avvezza a muoversi fra tanti titoli, mi ha chiesto cosa consiglierei al figlio oltre La Schiappa che lei ha letto e che  ha trovato…mah, dice scuotendo il capo. La libreria era piena di gente e mi sono sentita di esprimere un giudizio, per quella mamma e per tutte le altre, le nonne, le zie, i babbi, i nonni.
Ho mostrato al ragazzo tutti i libri che assomigliano alla Schiappa, di tanti editori, uno con la copertina azzurra, imbarazzante per il plagio. Mi sono poi chiesta, parlandone in famiglia, se l’atteggiamento degli editori non sia irrispettoso nei confronti dei ragazzi.

A Milano, alla libreria Mondadori di Piazza Duomo, ho visto una cosa che sottolinea questo comportamento. Nello spazio dedicato alla Schiappa era stato inserito un personaggio molto simile alla Schiappa, rosso di copertina. Questo ragazzo che avevo di fronte, doveva scegliere, spendere un buono libri, quindi forse non era un desiderio forte, l’atto di acquistare un libro non era meditato, e scegliere la Schiappa era facile, sbrigativo. L’ho invitato a soffermarsi su Walliams, tre titoli, copertina di Tony Ross, uno che disegna divinamente, altro che l’autore della Schiappa. Ho anche detto che non si tratta di un grande autore, ma di un autore comico per la Tv che ha cominciato a scrivere per i ragazzi, roba leggera ma divertente. Insomma, stanca di stare in un angolo a fare pacchetti, mi sono buttata nella mischia e ho cercato di essere me stessa, di dire quel che penso. Non la Verità, ma la mia personale verità. Ho consigliato il racconto di Biondillo che stava impilato su un tavolo, l’ho raccontato, dicendo anche che all’inizio avevo anche un pregiudizio, del genere gli scrittori per adulti che scrivono per i bambini perchè glielo chiede l’editore, ma poi ho continuato la lettura e l’ho trovato onesto. Le persone, nel silenzio della libreria, ascoltano, si fidano, e Biondillo  passa alla cassa ad un ritmo sostenuto.
Un libro che si vende da solo, che passa alla cassa come se avesse le gambe, Mappe di Electa Kids. Ho venduto anche molta Pitzorno, soprattutto Ascolta il mio cuore, per quella parte memorabile dedicata al presepio, che non ricordavo, e che è stata proposta da un gruppo di studentesse nell’ultima lezione del master. Sempre di Bianca ai maestri che vengono a rifornirsi ho proposto Parlare a vanvera, raccolta di racconti a partire dai modi di dire. Ho provato molta gioia alle richieste dei classici, immaginando i giovani lettori immersi nelle pagine dei Grandi Libri.
Poi mi sono preparata una risposta per i tanti che chiedono un libro sullo sport perché il ragazzo gioca a calcio o a basket. Lasciamolo giocare in pace, regagliamogli una palla, una sacca, una racchetta, oppure un bel libro! Un romanzo che fa bene, più di un libro di scuola, letto svogliatamente, come sostiene il Ministro dell’Istruzione.
Grazia Gotti