A mio padre, Sbafi nella Resistenza

Settant’anni sono tanti e, negli anni che ormai si contano a decine, il rischio di perdere la memoria è naturale. Una dimensione naturale alla quale non vanno opposti farmaci salvavita, ma una buona pratica di allenamento del ricordi.
Dieci anni fa abbiamo ideato una piccola antologia resistente che è entrata nelle scuole in percorsi di narrazione, di lettura, di testimonianza.
Oggi le testimonianze sono difficili, l’età dei partigiani, anche quelli particolarmente longevi, li avvicina alla naturale fine della vita.
Molti li abbiamo salutati nella dipartita, alcuni li abbiamo cercati nelle lapidi, di altri andiamo leggendo le storie, di altri ancora ne troviamo le gesta nei racconti e nei romanzi.
Oggi proponiamo una nuova antologia che recupera brani letterari, ricordi, accanto a racconti e figure inedite di chi lo spirito della Resistenza lo ha raccolto, non solo sottoscrivendo l’iscrizione all’ANPI (azione importantissima), ma facendolo propria per creare una letteratura che solleciti la memoria dei più giovani.
Un’antologia che non riporta storie di eroismo, ma di donne e di uomini che decisero da che parte stare. Dai comunisti con i fazzoletti rossi, ai badogliani con quelli azzurri, e poi i fazzoletti scuri sotto i quali le staffette nascondano i capelli, i fazzoletti fini nelle tasche degli studenti ribelli che salirono in montagna e quelli spessi dei braccianti, dei contadini, dei cantonieri.
Giovani, giovanissimi, qualcuno più vecchio, inesperti delle armi o reduci dalle campagne disperate di Russia e della Grecia, chi con il moschetto che porta a tracolla, accessorio utile a spezzare i cuori delle ragazze incontrate sulla strada, e chi con il moschetto a penzoloni, incapace di sentirselo addosso.
La nostra Resistenza è titolata Nome di battaglia: Provvisorio. Narrare la Resistenza ai ragazzi. Pensieri, racconti e figure.
Il libro, presente in anteprima alla Libreria internazionale del padiglione 22 di BolognaFiere, dal 28 marzo al 2 aprile, vuole raccontare la scelta consapevole e quella istintiva di chi ha dato vita al movimento della Resistenza, di chi ha fatto i conti con il pericolo, il disagio, la solitudine, la paura, l’odio, la solidarietà, la giustizia, per permettere agli altri, a quelli che sarebbero venuti dopo, di provare l’esperienza della libertà.
All’interno gli inediti degli scrittori Janna Carioli, Sofia Gallo, Luisa Mattia, Guido Quarzo, Alessandro Riccioni, Laura Walter e degli illustratori Paolo D’Altan, Andrea De Franco, Vittoria Facchini, Michele Ferri, Giuseppe Palumbo, Vanna Vinci, accanto ad atri scrittori e illustratori che appaiono con opere già pubblicate.
L’altra sera ho riguardato Achtung! Banditi! e mi sono ricordata di aver letto in una intervista al regista Carlo Lizzani che il suo film d’esordio vide la vita grazie alla Cooperativa spettatori produttori cinematografici, cooperativa nata dal contributo dei frequentatori del cinema che acquistarono quote per permettere al progetto di realizzarsi.
Anche il nostro progetto nasce, in parte, grazie alla generosità di chi ha aderito all’idea e ci ha regalato tempo e professionalità.
Per questo uno speciale ringraziamento va a Guido Scarabottolo e a Beppe Chia.
Il libro è inserito in un progetto che prevede una mostra, itinerari educativi e incontri.
Sarà Biella, città medaglia d’oro della Resistenza, città con la quale abbiamo, da tempo, un rapporto proficuo di collaborazione e di scambio, ad aprire il percorso il 18 aprile prossimo.
La mostra e le attività didattiche saranno ospitate al Museo del Territorio Biellese.
E poi Bologna, per volontà del Presidente del Consiglio Comunale, il 23 aprile vedrà una presentazione rivolta a bambini, ragazzi e adulti. Data scelta per sottolineare, nella giornata mondiale dedicata al libro e al diritto d’autore, che leggere è una speciale forma di Resistenza.
E poi speriamo di trovare altri compagni di strada, altre città pronte ad accogliere il progetto e a sostenerlo.
Silvana Sola