25 Aprile

25 Aprile 2011: giornata della Resistenza, Pasquetta, anniversario del suicidio di Salgari. Davvero non so prendere parte a nessuna celebrazione. Avrei voluto celebrare il capitano con una festa in libreria, ma sarei stata accusata di sacrilegio, da tutti, dai cattolici, dagli atei senza dubbi, dagli atei devoti, dai democratici, dai populisti, dai leghisti, dai paranimalisti, e da tutti quelli che si uniscono in una “vibrante protesta”…
RESISTENZA.
Per la mia formazione, in gioventù di sinistra parlamentare, in maturità più azionista, in vecchiaia chissà, ho partecipato alla stesura di un quaderno-antologia in occasione del 60°, occupandomi di Giorgio Agosti, questore di Torino fino al 1948, di cui Einaudi aveva pubblicato un bel libro. Mi sono adoperata perché si ristampassero vecchi libri per ragazzi sulla Resistenza, senza successo.
PASQUETTA.
Negli ultimi sedici anni stessa location, la Toscana, con figlio, uovo con sorpresa, agnello, passeggiata al mare, compiti, e letture. Ora che il figlio è adolescente, sono i genitori molto anziani a richiedere presenza e affetto, quindi niente Toscana, ma agnello, uovo con sorpresa e letture.

SALGARI. Non posso che celebrarlo in silenzio, in raccoglimento, di fronte alle pagine. La sua memoria è vivificata dal libro di Ernesto Ferrero, un gran bel libro, con una lingua così lavorata e al tempo stesso non artificiosa, sempre vicina alle cose e ai sentimenti. Ho pianto pensando alla moglie in manicomio. Ernesto inventa una tirata contro il medico che prende in cura Ada, che subito si pensa a Basaglia. Posato Disegnare il vento prendo il freschissimo di stampa Ligabue, il mio nome non ha importanza, pubblicato da Zoolibri. “ Toni è strano, nessuno lo capisce. Non è fatto per la scuola, arriva solo alla terza elementare: meglio l’Istituto Evangelico per ragazzi ritardati di Mardbarch…
L’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia è una grande e moderna struttura, i cui padiglioni sorgono nel verde tra la Via Emilia e la ferrovia. Arriva a ospitare anche oltre duemila pazienti da tutta Italia.” E, intanto, Ligabue disegna e dipinge. Il libro, illustrato dal grandissimo Hannes Binder, è una toccantissima occasione per pensare la dimensione “estranea”, quella dimensione che corre parallela alla vita “normale”, alla Storia, agli eventi. A pag. 37 una grande tavola mette in scena Ligabue che giunge a Gualtieri, scortato da due carabinieri, mentre sulla piazza si fa avanti il maestro elementare Benito Mussolini. E’ un’imprecisione storica, le date non coincidono, ma l’effetto è potente.

Ancora un manicomio. “Il pavimento era più lucido di uno specchio, la sala era lunghissima, come nei sogni, e aveva su un lato solo un muro bianco, e sull’altro, smaltato di grigio fino all’altezza di una spalla di uomo adulto, una larga finestra serrata, dietro alla quale stavano, seduti su delle panche di legno, come cose appoggiate, uomini di età indefinibile. Vecchi ragazzi. Erano calmi e belli, alti, calmi e tristi. E non mi facevano nessuna paura. Arrivammo al reparto femminile.”
La protagonista di Batti il muro, romanzo di Antonio Ferrara, pubblicato da Rizzoli, entra per la prima volta in un manicomio: vuole vedere cosa si cela dietro quel muro, in quell’ospedale dove sua madre spesso trascorre periodi di tempo. C’è tanta sofferenza in questo romanzo, ma via via la bambina cresce, si fa donna e vince il suo dolore.

Ed infine Idiot, l’albo illustrato danese, opera della coppia Oscar K. e Dorte Karrebaek. Su questo libro si dovrebbe ragionare a lungo perchè pone problemi profondi. Il testo, non facile, necessita di una traduzione attenta, per noi ancora in corso. Fra qualche giorno cominceremo a prendere in esame il dolore psichico e i libri per ragazzi, in collaborazione con l’azienda ASL di Bologna: tre incontri in Cappella Farnese (vedi programma su fieridileggere.com)
Grazia Gotti