100 acri da coltivare

Era da tempo che non rileggevo Winnie the Pooh. Lo avevo letto all’inizio della mia attività di libraia, nell’edizione Garzanti. Ricordavo con precisione una delle ultime pagine, il pensiero dedicato all’astuccio, al righello. Avevo anche letto le composizioni poetiche When We Were Very Young che Milne aveva pubblicato prima di Pooh. Poi mi ero procurata Now We Are Six, ma non ero diventata esperta dello scrittore, commediografo, giornalista e poeta inglese. Ora mi piacerebbe diventarlo, vorrei leggerlo in lingua, vedere come Luigi Spagnol ha risolto le rime delle canzoncine, sapere quale termine è usato per Niente o Noia. Vorrei poi conoscere la vicenda della sua accoglienza italiana. Quando è stato pubblicato? Ci sono critiche? Si legge? Cosa ha preso Disney? Cosa rimane? Cosa ci vuol dire Milne dell’Infanzia? È un opera che ha quasi cento anni ed è di una freschezza stupefacente. Perché nella nostra tradizione non è fra i classici di tutte le case editrici? Quanti e quali illustratori ha influenzato Shepard? 
Ecco cosa mi sono segnata nel mio quaderno degli appunti, dopo la lettura dei due volumi Salani. Se ci sarà modo lo affronteremo nel corso dedicato alla traduzione nel prossimo anno dell’Accademia Drosselmeier.

Grazia Gotti